% If Not Session("user") And Not Session("admin") Then Response.Redirect("userError.htm") Else %>
|
Narcissus |
|
Esperienza Collettiva |
![]() |
ESPERIENZA COLLETTIVA.
Loro erano cinque ragazzi giovani sui vent’anni con cui ho avuto modo di allacciare rapporti di amicizia e complicità singolarmente fino a quando la mia intenzione fu quella di trasformarli in un affiatato gruppo.
|
||||||||||||||||||||||||
|
|
Essendo al tempo in cui inizia la mia presente narrazione d’estate per cui il caldo si faceva prepotentemente sentire in quell’ assolato pomeriggio mi ero rifugiato in cerca di refrigerio sotto la doccia per goderne il piacevole scorrere dell’acqua che una volta lambito il volto andava giù per tutto il corpo scrosciando ai miei piedi liberato com’ero dall’insofferenza all’afa e condotto a più miti pensieri per quanto si sarebbe prospettato in serata trascinato così irreversibilmente senza remora alcuna dal mio folle ma irresistibile desiderio sessuale. Farne un gruppo di quei ragazzi con me al centro delle attenzioni sessuali di ognuno di loro mi generava sul nascere eccitazione a non finire. Fortunatamente hanno subito accettato in seguito alla mia richiesta tramite sms al telefonino e si sono dichiarati pronti e disponibilissimi alla mia proposta da non parere al fine vero per l’entusiasmo a loro generato. Anche da parte mia non stavo nella pelle e l’idea mi stuzzicava alquanto. Quella sera scelsi di arrivare sul posto concordato in anticipo con indosso il mio amato perizoma bianco e a sorpresa sandali da donna con il tacco alto da portare a piede nudo. Ho i piedi piccoli e aggraziati e ciò li avrebbe mandati ulteriormente su di giri mostrando quel tocco di femminilità per quanto basta ad un corpo maschile se pure snello,delicato,dalla pelle bianca e completamente privo di peli. L’automobile l’avevo lasciata in basso prima di salire il più stretto impervio sentiero che si abbarbicava su per il resto della montagna. Era l’imbrunire quando il mio delicato culetto si stagliava bianco e ammiccante dal perizoma sopra le esili gambe rette dai tacchi leggermente rumorosi per il mio passeggiare incerto tra i ciottoli mentre mi muovevo in quel paradiso naturale qual’era il bosco dominato dal fruscio delle foglie mosse da un leggero quasi impercettibile venticello contrastato dai soli misteriosi suoni notturni della piccola fauna nascosta. Le ombre sembravano dare risalto con la luce della luna al mio corpo bianco. Già gioivo di piacere alla sensazione di libertà dovuta all’assenza degli abiti con la mia nudità all’aperto violata delicatamente dalla leggera freschezza che l’aria circostante donava alla mia pelle mentre felice mi godevo quegli attimi immerso qual’ero nel mio habitat naturale: la mia presenza in quel luogo era al pari di quella di una momentanea libera ma indifesa facile futura preda del cacciatore di turno con le parti intime mal celate e in offerta. Accarezzandomi sopra l’impercettibile velo del mio perizoma nella delicata zona dell’inguine brividi di desiderio e voglia si trasmettevano percorrendo a tutto l’intero corpo. Ad un certo punto mentre l’ombra del mio culetto si approssimava disegnandosi sul terreno quando nel frattempo per un’irresistibile sensuale bisogno di urinare mi ero chinato proponendomi come una femmina al suolo lasciando al fine libera la pioggerellina con stimolo ad uscire avvertii dei bruschi movimenti tra il fogliame e i ciottoli più in basso: mi allarmai all’udire l’improvviso vociferare giù per il sentiero oltre la visibilità che impedivano le frasche ma fu per breve riconoscendo le voci dei miei ragazzi: puntuali! Giunsero che mi trovarono chinato giù accovacciato al suolo a fare pì pì mentre rivoli dorati scendevano e scorrevano luccicanti tra i sassi dal mio tanga scostato: si erano fermati sorpresi con l’eccitazione evidente sui loro volti! In quello scenario più che le parole valevano i fatti e in concomitanza al tacito accordo come per magia apparve in mano ad uno di loro un fallo in lattice di cospicue dimensioni: li ritrovai alle mie spalle e da sotto,mentre io ero sempre accovacciato sui tacchi e i rivoli dorati si stavano esaurendo,sentii il dildo premere contro il mio culo nudo cercando di imboccarne l’ingresso con una certa impazienza alla penetrazione. Li lasciai fare docilmente e anzi cercai al meglio di rilassarmi di modo che così l’ano cedeva facilitando l’entrata dell’oggetto il quale nel contempo voluttuosamente andava inserendosi acquistando spazio nel mio accogliente anche se stretto interno. Di fronte uno dei ragazzi preso il mio uccellino tra le mani cominciava a massaggiarlo per poi iniziare una dolce incerta sega. Un altro ragazzo visibilmente estasiato dopo aver aperto i jeans e liberata la sua mazza dalla non indifferente corposità e lunghezza ,così in bella mostra di se a breve distanza dal mio volto, trovò prontamente accoglimento tra le mie labbra: messo in quella maniera talmente a me congeniale con il dildo nel culo su cui mi dimenavo infoiato come una cagna in calore mentre in contemporanea davo dedizione al cazzo in bocca e nel quale frattempo stavo ricevendo attenzioni alla fine da una bella sega all’uccellino mi ritrovai con tutto ciò a godere senza ritegno allorquando lo stesso ragazzo a cui svolgevo il pompino venne anche lui a cedere raggiunto il culmine con un fiotto di sperma caldo dal buon sapore caratteristico direttamente nella mia gola che io inevitabilmente ma piacevolmente sorpreso ingerii. Poi mi fecero cenno di mettermi a carponi,io ubbidii ancora nel pieno della mia eccitazione,tolsero il dildo liberando temporaneamente la “rosellina” appena violata/violabile del mio ano perfettamente visibile in assenza di peli e a turno dopo avergli inalberato il loro arnese con la rara maestria della mia bocca presero posizione dietro di me penetrando e svuotando i testicoli all’interno del mio culetto che alla fine sforzato a quella maniera appariva allargato e fuoriuscente di sborra. La vista del mio di dietro nudo,aperto,depilato completamente e sgocciolante di sperma mentre mi trovavo carponi indossando i soli tacchi a spillo diete la forza ulteriore per dar vita ad una masturbazione collettiva inondando a breve il mio corpo con il loro liquido. Alla fine mi lasciarono dicendosi ognuno soddisfatti e di dovere tornare alle loro occupazioni serali: chi aveva la partita di calcetto,chi la fidanzata,chi cos’altro per la mente dopo quella salutare galoppata. E fu la mia ennesima collettiva esperienza da puttana!
|
||||||||||||||||||||||||
|
©2007 Narcissus - all rights reserved
narcis6804@supereva.it
web site created by Danielahard
|
<% End If %>